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Associazione Franco Alessandrini - Ristorante Al Coccio

associazione franco alessandrini

 

FRANCO ALESSANDRINI è nato il 24 gennaio 1944 in una piccola frazione di Sansepolcro. Nella pieve di Santa Maria al Melello, ove fu battezzato, oggi si conserva la sua tela della “Crocifissione”, con espliciti riferimenti, non scevri da personalissime vicissitudini, ai bombardamenti, cui fu soggetta la cittadina sul finire della seconda guerra mondiale. In collegi per orfani di guerra tra Montecatini e Arezzo ha le sue prime esperienze scolastiche e già modella con una certa padronanza la creta e dipinge su ogni sorta di tessuto che trova. Attorno ai dodici anni, con una qualche miglior cognizione di causa, il nostro inizia a dipingere piccole opere realizzate su compensato, durante un breve apprendistato presso la bottega dell’artista Alfonso Besi, noto in paese con l’appellativo di “Alfonsino”.
Appena quattordicenne allestisce la sua prima esposizione al Neobar di Sansepolcro, ove è considerato una sorta di “bambino prodigio”, tanto da meritare un articolo del fotografo e corrispondente locale Felix Chimenti, prima su “Il Mattino” e poi su “La Nazione”. Nel 1960 fa il suo ingresso all’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze, dove, allievo del professor Renzo Grazini, frequenta vari corsi nell’arco del triennio successivo.
A quegli anni risale il monumentale dipinto su tavola, oggi esposto nell’Hotel Ristorante “La Balestra” di Sansepolcro, dal quale trapela, come in altre realizzazioni, un evidente e spiccato interesse verso Piero della Francesca e gli altri classici del primo Rinascimento. Dal 1962 al 1963 partecipa a varie collettive con il Gruppo Autonomo Pittori Fiorentini: Palazzo Pretorio di Prato (dicembre 1962 - gennaio 1963), Biblioteca Comunale di Empoli (marzo1963) e Logge degli Uffizi (aprile 1963).

Di quel periodo e di quelle esperienze il Maestro ricorderà poi che la sua pittura era troppo figurativa per gli astrattisti, troppo astratta per i figurativi.
Nel 1965, ritenuto concluso il suo periodo formativo, apre uno studio in Oltrarno nei pressi di Porta Romana e si dedica principalmente alla ritrattistica, attività che, meglio di altre, in quel periodo gli consente di vivere del suo mestiere.
Il lavoro in studio non gli preclude la partecipazione alle numerose estemporanee e ai tanti concorsi pittorici allora in voga un po’ in tutto il paese. Ricordiamo la medaglia d’oro vinta alla gara di pittura estemporanea di Vallombrosa e la delusione del giovane e affamato pittore alla conseguente scoperta che la stessa medaglia – consegnata direttamente dall’allora ministro Pieraccini – era del famosissimo “oro di Bologna” ... quello che in Toscana dicono fugga dalla vergogna!

Per approfondimenti:  http://www.francoalessandrini.org

oppure: https://it-it.facebook.com/Franco.Alessandrini.Art/

 

 

 

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